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Lui & Lei

L'Orchidea Rossa


di Heartplayer
25.02.2025    |    178    |    0 8.0
"Lo so, non avrei dovuto ma mi farò perdonare , te lo prometto..."
Sento il tuo sapore. Dolce, pungente, a tratti metallico. Lo percepisco in bocca, nel palato e più su fino alle narici mentre il tuo corpo scolpito cavalca sopra il mio. Ne voglio ancora. Voglio inebriarmi di te, affondare di nuovo la mia lingua nella tua intimità più profonda. Quelle labbra , scure e rosee, mi chiamano, mi invitano, le desidero voglio leccare,suggere, divorare.
Guardo i tuoi occhi neri ma non mi vedi, sono chiusi, la testa all'indietro preda del piacere, i capelli corvini ti scivolano lungo la schiena. Quanto sei bella.
Mi dispiace, so che mi odierai ma non resisto. Farò in fretta, non voglio privarti del godimento che meriti.
Ti afferro per i fianchi lasciando scorrere le mani sulla tua pelle abbronzata lungo il dorso. Non preoccuparti non ti farò cadere.
Ora mi alzo dal divano tenendoti stretta, finalmente mi guardi, forse indispettita. Lo so, non avrei dovuto ma mi farò perdonare , te lo prometto.
Sento le tue sensuali gambe avvolgermi le natiche mentre le braccia si intrecciano dietro il collo, il nostro sudore si mischia ed io continuo a scoparti lí in piedi in mezzo al salotto.
Ti piace, ne sono certo. I tuoi umori non mentono solleticandomi lungo l'asta turgida per poi colare giù, sulle palle ed a terra in un lento stillicidio.
Godi, Martina, godi! Non voglio darti tregua, continuo a muovere il cazzo dentro e fuori di te, urla e dimenati nel piacere più sordido!
Arrivo sempre più in fondo ad ogni tuo sobbalzo, la cappella tumida spinge contro le pareti della vagina, sferzando d'ondate d'estasi le tue membra tese. Ma ora il mio obiettivo è un altro, la tua fica. Sono pazzo di lei, devo affondarle di nuovo la lingua dentro, voglio sentire quelle splendide labbra fra le mie, assaggiarti, divorarti, ne ho un bisogno fisiologico.
Ti sdraio supina sul divano e mi tuffo in quell'oasi di desiderio. Il monte di Venere ricoperto da un perfetto triangolo nero mi invita, mi chiama ed io non resisto. Di nuovo ti assaporo, la mia lingua sa di te, il tuo dolce nettare mi accarezza la gola e corre giù lungo il mento. Stai venendo lo so, lo sento. Fremi ed ansimi sempre più forte, godi ancora si! Urla! Dilaniati dal piacere, fammi sentire quanto lo desideri.
Ti voglio, lo sai che non mi fermerò. Hai avuto un secondo orgasmo ma non uscirai presto da questa alcova ed allora mi alzo da te che sei la mia preda ed ammiro estasiato i lineamenti a vaghi tratti anatolici incorniciati dalla lussuria, il tuo corpo tonico e perfetto, i seni prorompenti, il tuo essere donna.
"Girati!"
Incroci maliziosa il mio sguardo e lo fai, esegui gli ordini da brava bambina. Brami ancora di essere penetrata, non puoi negarlo è evidente. Sei carponi col bacino inarcato,la vulva gonfia e pulsante come una gattina in calore.
Prendilo, assapora ogni centimetro della mia virilità che si insinua dentro di te.
Spingo, sempre di più, percepisco la punta toccare il fondo mentre gridi in estasi.
"Com'è grosso ora!"
Sí, lo è, sto venendo, cerco di resistere ma sono troppo eccitato. Quel culo allenato da ore ed ore di palestra, i tuoi gemiti, la tua femminilità stanno per farmi sborrare. Nello stato in cui sono rischierei d'ingravidarti seduta stante, distraggo la mente, scelgo di resistere. Un pensiero distraente, mi serve un pensiero distraente...Decido di passare mentalmente in rassegna la formazione del Milan dell'89 partendo dal portiere, più che distraente direi assurdo...
Perdo un po' di marmoreità e non gemi più come prima, sembri scioccata, scusami fra poco mi perdonerai ancora ma tutto sommato il fine giustifica i mezzi.
Esco da te e ti giro di nuovo, sei stanca vuoi farmi venire, in fondo non abbiamo più vent'anni.
Decidi tu ora e mi afferri il pene affondandolo in bocca.
Lo senti il tuo sapore? Si, brava, è quello , ti eccita vero? Posso sentire nuovo liquido caldo colarmi sulle dita mentre avide ti penetrano. Non puoi mentirmi nemmeno ora.
Quanto vorrei lasciarmi andare e nutrirti del mio seme...avverto come lo brami e vado in estasi ma la tua fica mi ossessiona, devo fotterla ancora.
Afferro dolcemente i capelli e ti stacco da me, fissandoti negli occhi senza mollare la presa. Sei infastidita ma non cedo mentre, ancora una volta, la mia erezione si fa strada dentro di te.
Cambi espressione, so che ti piace. Giaci sotto i miei colpi come una bambola inerme, ansimi, ne chiedi ancora,di più, oltre... vieni. Di nuovo. Sono orgoglioso di me stesso, ma ora non ce la faccio più. Devo venire anche io. Sei nel pieno idillio quando mi scosto per dare gli ultimi colpi con la mano riversando tutta la mia candida linfa su di te. Il primo schizzo ti scavalca fermando la sua corsa sulla parete dietro il divano, il resto è tutto tuo. Ricopre i tuoi seni, il tuo addome, la fisicità da prima pagina, per terminare gli ultimi spasmi sulla clitoride assetata.
"Oh Tesoro...!"
Ridiamo ancora ansimanti e mi accascio al tuo fianco stremato ma appagato.
Mentre il battito rallenta sento che ti avvolgi nelle mie braccia, osservo le orchidee sul davanzale e chiudo gli occhi. Domani ricomincerà la vita, le nostre strade si separeranno per poi forse non intrecciarsi mai più. Ma ora sei qui, mi cullo nell'attimo e penso che avrai sempre un posto speciale nel mio cuore.
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